il dizionario

Luigi Mengoli
Dizionario dei temi musicali della tradizione salentina
ISBN 978-88-8406-123-2

Università PopoLare deLLa Musica e delle Arti "Paolo Emilio Stasl"
Archivio Etnografico e Musicale del Salento "Pietro Sassu"

Il Dizionario contiene la trascrizione degli incipit dei brani che sono stati registrati in un arco di tempo che va dal 1978 ad oggi e che sono depositati, come file audio, nell’Archivio Etnografico e Musicale “Pietro Sassu”, con sede in Spongano. Costituiscono, per metonimia, una credibile testimonianza del repertorio della tradizione musicale del Salento.
Le trascrizioni musicali sono state ottenute dall’ascolto e sono volutamente semplificate rispetto alla ricchezza del sonoro, in quanto si è voluto offrire delle tracce, che non possono in alcun modo sostituire l’accesso diretto ai documenti sonori depositati nell’Archivio, servono per farsi un’idea immediata del brano, per riconoscerlo tra gli altri, per avere un riscontro dell’abbinamento musica/ testo.
Per tale ragione il Dizionario è accompagnato da un cd-audio, che propone all’ascolto gli incipit trascritti: sarà immediatamente evidente come gli abbellimenti, i portamenti, le variazioni dinamiche, ritmiche, ecc. siano stati, nella trascrizione, quasi del tutto trascurati, in ragione dell’intenzione da cui essa originava. Il cdaudio talvolta presenta un brano proposto in più versioni, ciò per le seguenti ragioni: l’interesse a confrontarle per la particolare caratteristica delle voci degli informatori, per le micro-varianti suggerite. Quando le varianti riscontrate sono state di maggiore rilievo, si è deciso di trascriverle, proponendo nella pubblicazione due o più incipit.
Una caratteristica riscontrata, ascoltando i brani per doverli trascrivere, è stata quella di notare come un medesimo ritornello potesse essere usato a intervallare
strofe facenti capo a canti differenti.
Il principio della parodia è un principio costruttivo fondamentale della musica popolare, non ci siamo perciò meravigliati nel riscontrare che melodie diverse potessero tollerare medesimi testi o anche il contrario.
Nell’Archivio abbiamo rinvenuto canti non propriamente facenti parte della tradizione salentina, ma che possono a nostro giudizio meritare d’essere considerati latu sensu salentini, poiché depositati nella memoria degli informatori, in ragione di particolari contingenze storiche: molti informatori, nati durante la seconda guerra mondiale e nelle immediate prossimità, hanno subito processi migratori interni, soprattutto legati alla coltivazione del tabacco, andando in Basilicata o in Daunia e Capitanata, hanno portato con sé alcuni canti da lì, che col tempo hanno interiorizzato e fatto in qualche modo propri; altri, quelli più anziani, il cui padre ha vissuto le vicende della prima guerra mondiale, hanno riportato canti di guerra che hanno ascoltato dalla voce del loro genitore. Nel tempo questi canti hanno subito i processi trasformativi propri della creatività orale, con adattamenti al contesto locale, sia nella lingua che nella musica. Di questo abbiamo cercato di dare testimonianza nel nostro lavoro. Un numero limitato di canti è in lingua italiana, altri sono in griko, segno che l’identità musicale di una comunità non è impermeabile alle influenze esterne, ma è in dialogo con l’esterno, che viene in qualche modo assimilato.
Abbiamo voluto attestare la devozionalità popolare riportando alcuni canti liturgici o para-liturgici entrati a far parte integrante della memoria della comunità.
Infine abbiamo anche voluto significare l’esistenza, fino a qualche decennio fa, della tradizione delle prefiche, che, con le loro caratteristiche salmodie, erano parte integrante del rito funebre. Non si tratta, va detto, di canti raccolti in situazione, ma di ricordi che sono stati evocati durante momenti di dialogo: non ci si meraviglierà, quindi, se sono stati soprattutto proposti quelli che maggiormente si prestavano ad ambiguità, equivoci e doppi sensi. D’altro canto propria questa loro natura ha consentito ad essi di rimanere impressi nella memoria.
Gli incipit non sono stati categorizzati per genere, si è invece preferito proporre un mero indice, più comodo da consultare e che offre il fianco a minori controversie.
I canti presenti nell’Archivio, da cui il Dizionario è ricavato, sono stati raccolti in un’area geografica ristretta (Spongano e paesi limitrofi), ciò perché la ricerca che abbiamo condotto ha voluto essere di grana fine: ogni canto attestato è il risultato di una relazione più ricca e coinvolgente di quella derivante dalla semplice intervista predisposta alla raccolta del materiale. Ciò ha consentito che oltre ai canti si potesse stratificare un’enciclopedia di etno-interpretazioni, di ricordi, di situazioni, di storie, anch’esse poi depositate nell’Archivio e che, meriterebbero una ricostruzione in una apposita pubblicazione dedicata, a cui ci riserviamo di pensare quando avremo smaltito la fatica della presente. In unc aso abbiamo voluto riproporre un canto raccolto dal medesimo informatore a
distanza di più di trent’anni, a testimonianza della continuità di rapporti che abbiamo intrattenuto con le persone che sono stati i soggetti delle nostre ricerche, ma anche a mostrare quanto la memoria musicale abbia la capacità d’essere persistente, legandosi quasi indissolubilmente all’identità delle persone.
Una ultima osservazione, di tipo pratico, per il lettore: ogni canto generalmente occupa una pagina, quando si è riscontrato che esorbitasse tale convenzionale lunghezza, si è rinviato ad un’appendice, che riporta l’interezza del testo del brano.

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Con il sostegno delle Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia